Arte Asiatica e Orientale

Arte asiatica tutta

Splendido vaso arcaicizzante in agata muschiata. Cina, dinastia Qing, tra il 1790 e il 1850.


Splendido e raro vaso arcaicizzante in agata muschiata (pietra dura del gruppo del calcedonio), di grandi dimensioni, superbamente scolpito con il classico decoro a maschere taotieh. Da notare l'eccezionale finezza esecutiva delle due anse laterali traforate, dai contorni molurati con incredibile virtuosismo, e la scelta della pietra, dalla consistenza di fondo piuttosto lattea, attraversata da inclusioni di un bel giallo aranciato molto intenso, con una splendida fiammatura dendritica verde nella porzione centrale della "pancia", che riemerge anche in altri più piccoli dettagli. Si tratta certamente di un oggetto di ragguardevole qualità, al punto da far ritenere che possa essere stato eseguito nella bottega imperiale del Palazzo Proibito o comunque in un atelier di altissimo livello, sotto il patronage dell'imperatore. La datazione di questi capolavori della glittica cinese, eseguiti in agata o calcedonio della migliore qualità, è sempre assai impegnativa: per quanto alcuni aspetti stilistici richiamino elementi che saranno ampiamente ripetuti nella tarda epoca Qing e persino nella prima fase della Repubblica, quali la presenza degli anelli mobili scavati direttamente dal blocco della pietra dura anche nel coperchio (e non solo nel corpo del vaso), la lucidatura eseguita ancora con abrasivi relativamente deboli, che lascia superfici dalla lucentezza inafferrabile e misteriosa, a tratti perlacea, la finezza ed incisività dei dettagli ed in particolare delle molure, la sagoma delle alette che contraddistinguono le anse laterali e la splendida qualità della pietra dura impiegata, consentono di collocare l'opera in un ambito cronologico compreso tra il 1790 ed il 1850, secondo il range di datazione usualmente seguito dagli esperti internazionali. Per quanto tramandato oralmente nella famiglia dell'importante collezionista che ha custodito tale prezioso manufatto sino ai tempi recenti, il vaso sarebbe stato eseguito durante il regno dell'imperatore Jiaqing (1796 - 1820) e sarebbe poi appartenuto al Principe Gong (1833- 1898) della dinastia Qing, divenuto reggente della Cina tra il 1861 ed il 1865. L'attribuzione al regno di Jiaqing (e, con buona probabilità, ancora alla fine del settecento) appare estremamente plausibile se si confronta questo splendido manufatto con una serie di importanti pietre dure della produzione imperiale di Qianlong, ove si riscontrano gli stessi dettagli esecutivi di assoluta eccellenza: ad esempio, nella vendita presso Christie's Hong Kong del 2006, asta n. 2322, lotto n. 1387, è stato venduto un vaso in giada nefrite recante il marchio di Qianlong, e certamente del periodo, già caratterizzato dal virtuosistico impiego degli anelli mobili, ricavati nel blocco della pietra dura (senza cesure) anche nel coperchio superiore (come diverrà uso comune in tempi molto successivi), che condivide altri dettagli con la preziosa agata muschiata in esame, anch'esso proveniente dalla collezione del Principe Gong. In ogni caso, è ben noto che già dalla fine del regno di Jiaqing, verso il 1820, non risultano essere mai più stati realizzati manufatti di giada o di agata che possano reggere il confronto con lo splendore formale, la perfezione tecnica ed il virtuosismo esecutivo che contraddistingue il vaso in esame, pur nella sua sobria eleganza arcaicizzante. Per un confronto con un esemplare simile, si propone quale immagine n. 5 l'importantissimo vaso in nefrite recentemente venduto da Christie's (courtesy of Christie's, all rights reserved). L'opera è assolutamente intatta in ogni sua parte, e presenta le sue naturali inclusioni e fessurazioni di accrescimento della pietra dura, ben visibili nelle foto, che ne costituiscono un pregio e non un difetto. Cina, dinastia Qing, 1790 - 1890. Altezza cm. 24 circa.