Arte Asiatica e Orientale

Arte asiatica tutta

Rara Thangka della scuola del maestro Trehor Namka Gyan


Rara e sublime Thangka dipinta su tessuto, raffigurante il Buddha storico Shakyamuni seduto nella posizione della vittoria sul demone Mara, attorniato da un ampio nimbo policromo e da una fitta schiera di accoliti. La grande freschezza cromatica di quest'opera, perfettamente conservata, permette di apprezzare al meglio le qualità tecniche ed esecutive della stesura pittorica, elegante ed assai armoniosa, in cui il dinamismo dei colori appare esaltato dalle dorature applicate in molti dettagli. Classico esempio della scuola del grande maestro Trehor Namka Gyan, che ha conosciuto sviluppo dal 18° secolo sino alla metà del 20°, presenta tutte le migliori caratteristiche di tale produzione, sempre di eccezionale rarità e bellezza, che costituiscono vanto di ben pochi musei e collezionisti di livello internazionale. Per confronto, si segnalano due thangka pubblicate su himalayanart.org ai numeri 81421 (tardo 19° secolo) e 35851 (18° secolo), di cui si propongono le immagini (pur di piccole dimensioni) nelle nostre foto n. 4 e 5. Trehor Namka Gyan (anche noto con il nome cinese di "Langkajie" o "venerabile pittore che decora il cielo", per gli animatissimi sfondi celesti che si ritrovano costantemente nelle sue composizioni) è probabilmente il più importante autore della pittura rituale tibetana, al pari di Situ Panchen, ed è una figura che sfugge ad una esatta collocazione cronologica, in quanto le pur numerose fonti che ne parlano sembrano riferirla, di volta in volta, o al 17° secolo, o al 18°, od ancora al pieno 19° secolo. Di sicuro, le poche opere di probabile autografia del maestro (dovendosi tener conto che non si conoscono esemplari allo stesso ascrivibili con certezza) si confondono con i capolavori dei suoi seguaci ed epigoni, a testimoniare l'altissimo livello artistico cui la sua scuola è pervenuta nei secoli. Lo splendore formale e la grande raffinatezza delle pur rarissime opere di questo ambito genera poi difficoltà nella datazione, in quanto si è talvolta portati ad attribuirle ad epoche più tarde: in questo senso, in via conservativa si è preferito assegnare la thangka in discorso alla fine del secolo 19° o agli inizi del 20°, pur essendo ipotizzabile che l'opera possa essere anche più antica.

Anche il retro della tela presenta aspetti del tutti tipici della scuola pittorica in disamina. In tal senso, basti notare la preparazione colloidale, di un colore vagamente mielato, molto liscia e "pulita", che ha impregnato il tessuto per irrigidirlo e rendere possibile l'applicazione dei colori sulla faccia anteriore, producendo una superficie che si è ossidata in modo molto uniforme, che si ritrova costantemente nelle opere di questa produzione.

Dimensioni: con il broccato di bordura, cm. 112 x 75, la parte pittorica (senza bordura) cm. 73 x 53

Tibet dell'est, valle del Kandze, scuola di Trehor Namka Gyan, fine del sec. 19° o inizi del secolo 20°.